Ultime notizie sull’ospedale da campo a Bergamo

A seguito dell’emergenza derivante dell’epidemia causata da Coronavirus l’A.N.A., in accordo con il  Dipartimento di P.C. e la Regione Lombardia., doveva allestire a Bergamo (zona fiere), provincia lombarda alquanto colpita dal contagio, il suo ospedale da campo per aggiungere posti da destinare a persone infettate. L’idea di un ospedale di questo tipo nacque nel 1976, a seguito del terremoto del Friuli, quando un gruppo di medici e infermieri dell’Ospedale Maggiore di Bergamo, volontari, operò sin dalle prime ore dalla catastrofe nel territorio devastato. Negli anni successivi, l’ospedale da campo fu alquanto potenziato; ha operato a favore di  popolazioni colpite da varie emergenze o da eventi bellici, in Italia (ad es. in Irpinia,  e nell’Italia centrale) ed all’estero (come in Armenia o nei Balcani). Il Direttore dell’Ospedale da campo è Sergio Rizzini, ha fornito i primi dati. A seguito dell’aggravarsi dell’emergenza nella zona bergamasca si è provveduto, in sostituzione della tensostruttura, lavorando 24 ore su 24, a installare pareti fisse per realizzare stanze (anche per i parenti degli ammalati) ed a posare pavimentazione idonea (offerta da una Azienda di Lecco). Sono quindi disponibili 140 posti letto (20% per terapia intensiva, 30% per la sub intensiva e 50% per la stabilizzazione). Da segnalare l’impianto di erogazione dell’ossigeno ad alta tecnologia che è stato acquisito soprattutto per la donazione di 330.000 donati dall’Accademia dell sport di Bergamo; questo denaro si è aggiunto a moltissimi altri contributi generosamente giunti. Il Ministro della Difesa, On. Lorenzo Guerini, ha contattato il Presidente nazionale dell’A.N.A., Sebastiano Favero, per esprimere un grazie ed un plauso a tutti gli uomini e le donne dell’Associazione Nazionale Alpini, per l’impegno su diversi fronti, con l’Ospedale da campo, la Protezione Civile e tutto il Volontariato, in soccorso alle Istituzioni ed alle Strutture sanitarie nazionali in occasione della grande emergenza in atto. Alcune foto sotto sono state scattate dal fotografo Alessandro Gandolfi; ce le ha gentilmente fornite l’amico collecchiese Paolo Zanantoni.

Posa in opera della pavimentazione

Il famoso cuoco Carlo Cracco dà una mano

Alpini volontari al lavoro